PORTA DELLA VITTORIA

 

Porta Vittoria, una delle due porte d’ingresso della città, è rivolta verso Milano, un tempo sede del governatorato spagnolo. Fu costruita tra il 1556 e il 1567, durante la prima fase di edificazione delle mura. Il suo aspetto è sobrio ed imponente. La facciata è divisa in due parti da una sottile cornice marcapiano: nella zona inferiore si trovano quattro lesene in bugnato bianco che inquadrano tre aperture arcuate, in quella superiore vi è un loggiato su cui poggia la copertura lignea. Sopra l’ingresso principale sono collocati lo stemma quadripartito con le armi Gonzaga-Colonna e un’epigrafe con l’iscrizione in capitali latine: “VESPASIANUS SABLON. MARCH. ET CONDITOR PORTAM HANC BENE AUGURATUS VICTORIAM DIXIT” (Vespasiano Gonzaga, marchese e fondatore di Sabbioneta, dedicò questa porta alla Vittoria per buon auspicio). Nel Cinquecento permetteva l’accesso alla città attraverso due ponti levatoi, ora non più esistenti, la cui presenza è oggi indicata dalle strette feritoie che sovrastano l’ingresso principale e l’apertura di destra. Il contrasto tra il marmo bianco ed il rosso del cotto rimanda alle costruzioni venete nonché a quelle di Giulio Romano: immediati sono i riferimenti alla porta di San Zeno a Verona di Michele Sanmicheli e quella di Palazzo Te a Mantova.   (Giovanni Sartori)