Santuario di S. Maria delle Grazie in Vigoreto

 

Il santuario di Santa Maria delle Grazie sorge a circa un chilometro dalla cinta muraria di Sabbioneta in un borgo immerso nella campagna chiamato Vigoreto. La chiesa fu costruita dove nel 1543 la Vergine apparse ad alcuni abitanti del luogo, nelle prossimità di un pilastro su cui si trovava affrescata la sacra immagine della Madonna di Loreto. Da quel momento si diffuse la notizia che la stele dipinta facesse miracoli ed iniziarono a confluire da ogni parte della pianura padana pellegrini per chiedere grazie e beneficiare dei miracoli. Con le elemosine sempre più ingenti fu possibile costruire il santuario. I lavori iniziarono nel 1547 con il beneplacito del cardinale Ercole Gonzaga, vescovo di Mantova e tutore del giovane principe Vespasiano Gonzaga. L’edificio fu consacrato nel 1554, come attesta una lapide posta sul lato sinistro dell’altare maggiore. Nel 1574 Vespasiano chiamò una piccola comunità di frati cappuccini ad occupare il convento fatto costruire vicino alla chiesa.

Il sobrio esterno presenta un nartece costituito da quattro robusti pilastri intonacati che reggono semplici travi su cui poggia il tetto ad unico saliente. La facciata presenta un ingresso sopra cui si apre un finestrone profilato da una elaborata cornice realizzata nel 1767, che sostituisce l’originale serliana cinquecentesca. La copertura a capanna è a due salienti. La pianta è longitudinale e presenta una sola navata con due cappelle per lato. Esse sono sopraelevate rispetto il piano di calpestio del vano centrale e sono isolate da cancellate lignee. La semplice aula interna riflette la sobrietà degli edifici francescani ed è coperta da un soffitto ligneo a capriate.

La seconda cappella di destra è la più spaziosa ed ospita l’immagine miracolosa della Madonna di Loreto. È un vano rettangolare sovrastato da una volta a crociera e illuminato da due finestre laterali. Le altre tre cappelle invece hanno pianta trapezioidale e sono illuminate da una finestrella circolare posta sopra le ancone dei loro altari. In ciascun lato della navata, tra le due cappelle, si trova una cantoria: quella di sinistra ospita un organo restaurato di recente, mentre quella di destra costituisce un vano oggi non più accessibile.

Il presbiterio, rialzato rispetto il piano della navata, è coperto da una grande volta a botte. Sul fondo è addossata una grandiosa ancona lignea settecentesca in cui è inserita la tela con La Vergine in trono col Bambino tra San Felice da Cantalice ed altri santi cappuccini dipinta nel 1732 circa dal pittore parmense Giovan Battista Tagliasacchi. Il dipinto sostituisce la pala manierista realizzata da Giovanni Bresciani da Sabbioneta nel 1604 con L’ultima comunione di San Francesco, ora posta a lato della cantoria di destra. Al pittore sabbionetano sono riferibili anche le due nicchie poste ai lati dell’ancona dell’altare maggiore, nelle quali sono rispettivamente affrescati Sant’Antonio da Padova e Santa Chiara, nonché la cimasa con la figura del’Padre Eterno. Pregevole è pure il tabernacolo ligneo a forma di tempietto, intagliato nel 1721.

Ciascuna cappella ospita un altare su cui è posta una pala. Nella prima di sinistra è collocata una riproduzione della Vergine Assunta dipinta da Bernardino Campi nel 1568, copia autografa dello stesso quadro realizzato per la chiesa di San Domenico di Cremona. L’originale ora si trova nel Museo d’Arte Sacra di Sabbioneta per motivi di sicurezza e costituisce l'opera più importante che vi si conserva. La seconda cappella di sinistra ospita invece tre tele: La pala d’altare, dipinta nel Settecento dal parmense Paolo Ferrari, rappresenta Il Bambino Gesù che appare, tra i santi Francesco e Felice da Cantalice, a San Lorenzo da Brindisi. Nel lato di destra San Fedele da Sigmaringen e San Giuseppe da Leonessa ed in quello di sinistra Il Cristo crocefisso tra santi francescani, entrambe opere del Settecento. La prima cappella di destra ospitava una Crocifissione dipinta da un seguace di Bernardino Campi; l’opera si trova ora nella pinacoteca del museo parrocchiale ed al suo posto è collocato l’Angelo annunciate di Gabriele Mistura (1601). La prima cappella di destra custodisce invece la stele con l’icona miracolosa della Madonna di Loreto, dipinta nella seconda metà del Quattrocento. Attorno alla venerata immagine, nel 1753, fu posta un’elaborata ancona lignea ai cui lati si aprono due nicchie con San Giuseppe e San Giovanni Battista. Notevole è pure il quadro posto sopra l’arcone di accesso a questa cappella, verso la navata, che raffigura un Ecce Homo di uno sconosciuto pittore veneto del tardo Cinquecento. (Giovanni Sartori)